Ricevi HTML?

Joomla Extensions powered by Joobi

Grazie alla feconda collaborazione con Civita-Opera da questa domenica il Tempio di San Biagio avrà un proprio profilo Facebook e un proprio account Instagram che permetterà ai turisti e alla gente del luogo di scoprire i numerosi appuntamenti che interessano la vita del più importante e rappresentativo luogo della città. Questi mezzi sono utili perché permettono alle persone di creare una rete e di essere sempre più inter-connessi.

Nei giorni scorsi è svolta a Roma la Conferenza Episcopale Italiana che ha affrontato l’approvazione complessiva della traduzione della terza edizione italiana del Messale Romano. Nella volontà dei Vescovi la stessa pubblicazione della nuova edizione costituisce l’occasione per un rilancio dell’impegno formativo, così da contribuire al rinnovamento di vita delle comunità ecclesiali. Ringraziamo il Signore per questo traguardo.

Domenica 16 dicembre, dopo la celebrazione festiva con l’Azione Cattolica diocesana, presenteremo l’affresco restaurato grazie alla generosità di una famiglia della Parrocchia. La preziosa opera si trova in sagrestia dal 1644 ed è opera dell’abile maestro poliziano Bartolomeo Barbiani (1597-1645) che ha anche affrescato l’abside della Chiesa di S.Agostino. Tutti avremo modo di entrare in sagrestia per ammirare il pregevole restauro.

Dal prossimo giovedì inizieremo la novena di preparazione alla festa dell’Immacolata, durante la quale si alterneranno per la preghiera diversi gruppi parrocchiali o diocesani. Ringraziamo tutti per la disponibilità e per aver accettato di partecipare ai nostri festeggiamenti in onore della Vergine Madre. Ogni giorno reciteremo il S.Rosario alle ore 17.30 e celebreremo l’Eucaristia alle ore 18.00. A predicare la novena saranno i Parroci del Comune. Il giorno della festa, con un atto solenne del Vescovo, affideremo tutta quanta la città alla protezione della Madre del Buon Viaggio, chiedendo la protezione per tutte le famiglie. Per scaricare il programma dell'intera novena puoi cliccare qui.

Chiunque volesse prenotare le intenzioni di preghiera - verso i vivi o verso i defunti - per l’anno 2019 può rivolgersi a don Domenico comunicando le date per telefono o scrivendole su di un foglio. L’agenda parrocchiale delle intenzioni è gestita direttamente dal Parroco in Canonica e accomuna tutte le chiese della comunità. La precedenza è data dall’ordine di consegna delle richieste.

Sono disponibili le nuove guide della Chiesa di San Biagio al prezzo di € 9,00: sono illustrate e a colori, con molte fotografie e soprattutto con un testo rinnovato in base alle ricerche di questi ultimi anni. Chiunque volesse acquistarla, anche per regalarla, può rivolgersi a don Domenico. Anch’essa è frutto della collaborazione con l’agenzia esperta del settore Civita-Opera.

Stampa

Ad un purissimo Rinascimento appartiene l'altra opera grandiosa di Montepulciano, quella che da sola costituirebbe il vanto di una grande città: il tempio della Madonna di san Biagio. E' il capolavoro di Antonio da Sangallo il Vecchio, un complesso in travertino che ad ogni ora del giorno ha le sue sfumature.

Lo si raggiunge in pochi minuti percorrendo la via per Chianciano Terme e volgendo poi a destra, all'altezza del bivio per Pienza. Un dritto, verde viale di cipressi sbocca dinanzi a questo miracolo artistico, sorgente nella solitudine di un prato. Di fianco al tempio, dal quale lo separa una striscia verde, è l'elegante canonica dal portico dorico e dalla loggia ionica: uno snello edificio il cui travertino ha pure preso il colore dell'oro.

La costruzione, iniziata nel 1518 da Antonio da Sangallo il Vecchio sui resti dell'antica Pieve di san Biagio, ebbe luogo in seguito a cospicue raccolte grazie ad episodi miracolosi avvenuti intorno ad una Madonna affrescata su una parete della Pieve stessa. L'edificio, nella sua pianta a croce greca con alta cupola impotata su una terrazza con abside semicircolare, riecheggia il progetto del Bramante per san Pietro a Roma.

L'esterno è un poderoso e compatto blocco tagliato e definito nei suoi spigoli e nelle sue facce di travertino dorato dal tempo. La fronte rivolata a Nord è fiancheggiata da due campanili isolati ma vicinissimi alla facciata. Quello di destra, incompiuto, si leva fino all'altezza dei primi capitelli; quello di sinistra, di originalissima forma rinascimentale, è negli ordini sovrapposti di stile dorico, ionico, corinzio e composito, sormontati da un tamburo ottagonale sul quale si imposta una cuspide piramidale.

L'interno ripete con vigorosa solennità le forme esterne doriche rivestite da un ordine di pilastri e di robuste colonne che, come un gigantesco zoccolo, preparano e sorreggono lo slancio possente della chiare arcate. La cupola è formata da un alto tamburo a nicchie binate sorretto da quattro colossali arcate. Il pavimento è in cotto con liste di travertino e ai lati dei tre portali vi sono acquasantiere di marmo.

L'altare maggiore, di Giannozzo e Lisandro Albertini (1584), è costituito da un grandioso dossale di marmo al centro del quale è custodito l'affresco della Madonna e san Francesco, che si collega all'episodio miracoloso già accennato. Nelle quattro nicchie sono poste le statute di san Giovanni Battista, santa Caterina da Siena, sant'Agnese e san Giorgio, terminate nel 1617 da Ottaviano Lazzerini. La bella vetrata colorata in alto, con Madonna, Angeli e Santi, è di Bano di Michelangelo da Cortona (1568), il medesimo maestro che dipinse il rosone in vetro della chiesa di sant'Agnese. Sull'altare a sinistra del presbiterio, vi è un'Annunciazione del secolo XIV.

Sulla sinistra della chiesa vi è la casa Canonica, opera tardo-rinascimentale del Sangallo, costruita 60 anni dopo la sua morte. E' un agile edificio aperto in un doppio loggiato con cinque coppie di arcatelle su pilastri e colonnette doriche in alto che, con le sue aggraziate forme, offre aspetti di sapore ancora quattrocentesco. Sul davanti, un elegante pozzo realizzato anche questo su disegno del Sangallo.

La rigorosa unità e la romana grandiosità delle proporzioni, fanno di questo complesso un autentico capolavoro del Rinascimento italiano.

Dal Messaggio di Papa Francesco per la GMG 2015
Forse alcuni di voi si domandano: che cos’è questo Anno giubilare celebrato nella Chiesa? Il testo biblico di Levitico 25 ci aiuta a capire che cosa significava un “giubileo” per il popolo d’Israele: ogni cinquant’anni gli ebrei sentivano risuonare la tromba (jobel) che li convocava (jobil) a celebrare un anno santo, come tempo di riconciliazione (jobal) per tutti. In questo periodo si doveva recuperare una buona relazione con Dio, con il prossimo e con il creato, basata sulla gratuità. Perciò, tra le altre cose, si promuoveva il condono dei debiti, un particolare aiuto per chi era caduto in miseria, il miglioramento delle relazioni tra le persone e la liberazione degli schiavi. Gesù Cristo è venuto ad annunciare e realizzare il tempo perenne della grazia del Signore, portando ai poveri il lieto annuncio, la liberazione ai prigionieri, la vista ai ciechi e la libertà agli oppressi (cfr Lc 4,18-19). In Lui, specialmente nel suo Mistero Pasquale, il senso più profondo del giubileo trova pieno compimento. Quando in nome di Cristo la Chiesa convoca un giubileo, siamo tutti invitati a vivere uno straordinario tempo di grazia. La Chiesa stessa è chiamata ad offrire in abbondanza segni della presenza e della vicinanza di Dio, a risvegliare nei cuori la capacità di guardare all’essenziale. In particolare, questo Anno Santo della Misericordia «è il tempo per la Chiesa di ritrovare il senso della missione che il Signore le ha affidato il giorno di Pasqua: essere strumento della misericordia del Padre» (Omelia nei Primi Vespri della Domenica della Divina Misericordia, 11 aprile 2015).

Dall'omelia del Papa per l'apertura del Sinodo sulla famiglia
la Chiesa è chiamata a vivere la sua missione nella carità che non punta il dito per giudicare gli altri, ma –  fedele alla sua natura di  madre – si sente in dovere di cercare e curare le coppie ferite con l’olio dell’accoglienza e della misericordia; di essere “ospedale da campo”, con le porte aperte ad accogliere chiunque bussa chiedendo aiuto e sostegno; di più, di uscire dal proprio recinto verso gli altri con amore vero, per camminare con l’umanità ferita, per includerla e condurla alla sorgente di salvezza.
Una Chiesa che insegna e difende i valori fondamentali, senza dimenticare che «il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato» (Mc 2,27); e che Gesù ha detto anche: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mc 2,17). Una Chiesa che educa all’amore autentico, capace di togliere dalla solitudine, senza dimenticare la sua missione di buon samaritano dell’umanità ferita.
Ricordo san Giovanni Paolo II quando diceva: «L’errore e il male devono essere sempre condannati e combattuti; ma l’uomo che cade o che sbaglia deve essere compreso e amato […] Noi dobbiamo amare il nostro tempo e aiutare l’uomo del nostro tempo» (Discorso all’Azione Cattolica Italiana, 30 dicembre 1978: Insegnamenti I [1978], 450). E la Chiesa deve cercarlo, accoglierlo e accompagnarlo, perché una Chiesa con le porte chiuse tradisce sé stessa e la sua missione, e invece di essere un ponte diventa una barriera: «Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli» (Eb 2,11).

Chiesa e Comunicazione
È in rete all’indirizzo www.chiesaecomunicazione.com una “biblioteca digitale online” dedicata ai documenti sulla comunicazione proposti dal Magistero Pontificio. Un sito che ora mette a disposizione brani scelti da oltre 1.100 documenti in traduzione multilingue, dal primo al ventunesimo secolo; un “navigatore” che guida ad esplorarne le fonti disponibili in rete; una piattaforma per la lettura e per lo studio personale; un ambiente aperto alla collaborazione. L’accesso al sito è gratuito e i destinatari sono le persone interessate al tema, ma soprattutto quanti lavorano in centri di studio e di formazione della Chiesa e non dispongono di una grande biblioteca. Il progetto che è stato presentato mercoledì 30 settembre in sala stampa vaticana, è promosso dal Pontificio Consiglio della comunicazioni sociali, ed è stato curato da Franco Lever e Paolo Sparaci, docenti della Facoltà di scienze della comunicazione sociale dell’Università Pontificia Salesiana. Questo progetto fa riferimento alla persona e all’opera di padre Enrico Baragli, gesuita, un pioniere nella Chiesa italiana dello studio degli “strumenti della comunicazione sociale”.
Nel presentare l’iniziativa, monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, ha sottolineato come i materiali presenti nell’archivio digitale “sono estremamente significativi poiché mostrano come la Chiesa, lungo tutta la sua storia, ha cercato di confrontarsi con i cambiamenti dei mezzi e delle forme di comunicazione che hanno plasmato la cultura e la società umana. Questa raccolta ci permette di apprezzare come i modi e i mezzi della Chiesa per esprimere il suo messaggio si sono trasformati nel corso degli anni, tenendo conto dei cambiamenti e degli sviluppi nelle forme e nelle tecnologie della comunicazione di massa”. Da una cultura prevalentemente orale ad una in cui la parola scritta ha prevalso, fino ai media digitali e alle reti sociali. “Quello che emerge - ha aggiunto Celli - è uno sforzo costante da parte della Chiesa per garantire che la buona notizia del Vangelo sia fatta conoscere ai suoi contemporanei, in modi culturalmente appropriati e che realizzano pienamente le potenzialità dei nuovi modelli di comunicazione e delle tecnologie in via di sviluppo”. “Chiesa e Comunicazione” - assicurano i suoi curatori -rimarrà comunque un progetto work in progress con la prospettiva di far crescere l’archivio, ampliandolo con i contributi delle Conferenze episcopali e dei documenti della Chiesa ortodossa e delle Chiese evangeliche.

Omelia nella XXVII Domenica del Tempo Ordinario
In questo stesso momento – in Vaticano, sotto la presidenza del Vescovo di Roma Papa Francesco – si apre il tanto atteso Sinodo dei Vescovi. Un appuntamento al quale prenderanno parte, per tre settimane di intenso lavoro, circa 300 padri sinodali tra Vescovi, esperti e semplici uditori. Siamo in comunione con la Chiesa di Roma – con quella assise sinodale – soprattutto oggi, nel giorno in cui la liturgia festiva è tutta incentrata sulla famiglia e sul matrimonio. Cosa è la famiglia? Scrive il documento preparato per questa occasione che essa è «il pilastro fondamentale e irrinunciabile del vivere sociale». Il pilastro, cioè la base della società! Senza di essa la società – il vivere sociale – va in frantumi e si disgrega. Oggi la nostra preghiera si innalza al cielo per tutte le famiglie del mondo e – in maniera particolare – per le nostre famiglie di Montepulciano, sempre più duramente provate dal virus inarrestabile della separazione e della discordia. Ma se la società – ci dice il documento della Santa Sede – si fonda sulla famiglia, la famiglia su cosa si fonda? Le letture stamani ci danno due risposte: sul sacrificio e sulla semplicità.


Disponibile il sussidio preparato dagli uffici della CEI sui tempi forti di Quaresima e Pasqua che stiamo vivendo come comunità cristiana che celebra il Cristo incarnato in unione con la Chiesa in Italia


Cliccando sull'immagine scarica gli orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020 della Chiesa italiana che fanno da guida al cammino delle Diocesi


Cliccando sull'immagine scarica pure il saluto del nostro Parroco per tutti i visitatori che si "affacciano" virtualmente sulla nostra Parrocchia di Montepulciano


Cliccando qui potete scaricare l'elenco dei membri di diritto e quelli scelti dal Parroco, nonchè lo Statuto del Consiglio pastorale parrocchiale (2015-2019) approvato dal Vescovo