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Ringraziamo Gisella Rotundo che quest’anno ha dipinto il cero pasquale per la nostra Parrocchia. Esso vuole richiamare esplicitamente il centenario della Chiesa di S.Biagio: in alto, nel cero, troviamo infatti il logo dei festeggiamenti e, in basso, i numeri dell’anno 2018 con la croce dorata - colore prezioso e nobile - dentro la quale sono inseriti i grani d’incenso, che richiamano le cinque piaghe del Signore.

In occasione delle processioni e delle varie attività parrocchiali abbiamo acquistato un nuovo (e moderno) amplificatore parrocchiale al prezzo di € 1.000,00: le offerte delle benedizioni sono servite a coprire anche questa spesa. Anche in San Biagio è stato migliorato l’impianto audio aggiungendo il sistema Antilarsen automatico digitale che evita la dispersione dei suoni (€ 500,00).

Vogliamo ringraziare le famiglie della Parrocchia di S.Agostino e del SS.Nome di Gesù per le offerte che sono state donate alla nostra comunità parrocchiale per le tantissime esigenze: da quelle caritative al mantenimento dei beni ecclesiali, passando per la catechesi e la formazione dei ragazzi. In totale abbiamo raccolto, prima di Pasqua, € 3.475,00 che andranno a coprire parte delle tante spese che sosteniamo come Parrocchia. Grazie a tutti!

Ogni venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, grazie alla presenza di alcuni volontari della nostra comunità cristiana, è possibile tenere aperta la Caritas parrocchiale che raccoglie indumenti da destinare alle persone più povere. Per altre esigenze è bene rivolgersi alla Caritas diocesana oppure ad uno dei volontari. Con rispetto ed educazione facciamo quello che possiamo cercando di venire incontro a tutti. Chiunque volesse diventare volontario della Caritas può rivolgersi al Parroco.

Sono disponibili le nuove guide della Chiesa di San Biagio al prezzo di € 9,00: sono illustrate e a colori, con molte fotografie e soprattutto con un testo rinnovato in base alle ricerche di questi ultimi anni. Chiunque volesse acquistarla, anche per regalarla, può rivolgersi a don Domenico. Anch’essa è frutto della collaborazione con l’agenzia esperta del settore Civita-Opera.

Mercoledì 25 aprile si svolgerà il consueto pellegrinaggio diocesano che quest’anno toccherà la città di Pisa con la sua Piazza dei Miracoli e l’antica chiesa di San Pietro a Grado, posta poco fuori dalle mura cittadine. La partenza è prevista da Montepulciano intorno alle ore 7.00 mentre il rientro è previsto per l’ora di cena: a guidare il nostro bus ci saranno i sacerdoti della città e il Vescovo Stefano. Le quote per la partecipazione sono di € 28,00 per gli adulti ed € 15,00 per i bambini sino ai dodici anni. Il pranzo verrà consumato a sacco in un giardino. Per le iscrizioni rivolgersi entro venerdì 13 aprile a Grazia Cavallicci (339-2213310) che prende i nominativi per conto dell’equipe diocesana. Affrettavi con le iscrizioni: sarà una bella giornata!

Lunedì 23 aprile ricorre il quinto centenario del miracolo che ha dato avvio alla costruzione della Chiesa di San Biagio: in occasione di tale felice ricorrenza ci ritroveremo tutti a San Biagio, alle ore 21.15, per una Veglia di Preghiera durante la quale verrà accesso il cero pasquale e offerto l’incenso a Maria Santissima e al Bambino Gesù che, in questi 500 anni, non hanno fatto mai mancare la loro protezione sulla nostra città. Tutti invitiamo al ringraziamento e alla lode per il dono della Madonna del Buon Viaggio: con canti, preghiere e momenti di silenzio ci affideremo a Colei che viene detta Madre di Dio. Abbiamo un debito di gratitudine e riconoscimento nei suoi confronti: 500 anni dopo vogliamo essere presenti anche noi, esattamente il 23 aprile.

Sabato 21 aprile alle ore 11.00 in Cattedrale suor Angela Maria, delle Monache Benedettine di Pienza, farà la sua professione solenne nelle mani del Vescovo Stefano: tutti siamo invitati a partecipare alla Santa Messa e ad unirci al gaudio di queste sorelle che hanno scelto la totale dedizione a Dio e ai fratelli.

Tutti i ragazzi a partire dai 6 anni sono invitati a frequentare il doposcuola nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì in Canonica a San Biagio: è un modo per crescere insieme studiando e giocando dalle ore 15.00 alle ore 18.30 con l’aiuto di valide maestre. La quota giornaliera è di € 9,50. Per maggiori informazioni contattare la responsabile del servizio Clara Messere (334-9212338) o don Domenico.

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Ad un purissimo Rinascimento appartiene l'altra opera grandiosa di Montepulciano, quella che da sola costituirebbe il vanto di una grande città: il tempio della Madonna di san Biagio. E' il capolavoro di Antonio da Sangallo il Vecchio, un complesso in travertino che ad ogni ora del giorno ha le sue sfumature.

Lo si raggiunge in pochi minuti percorrendo la via per Chianciano Terme e volgendo poi a destra, all'altezza del bivio per Pienza. Un dritto, verde viale di cipressi sbocca dinanzi a questo miracolo artistico, sorgente nella solitudine di un prato. Di fianco al tempio, dal quale lo separa una striscia verde, è l'elegante canonica dal portico dorico e dalla loggia ionica: uno snello edificio il cui travertino ha pure preso il colore dell'oro.

La costruzione, iniziata nel 1518 da Antonio da Sangallo il Vecchio sui resti dell'antica Pieve di san Biagio, ebbe luogo in seguito a cospicue raccolte grazie ad episodi miracolosi avvenuti intorno ad una Madonna affrescata su una parete della Pieve stessa. L'edificio, nella sua pianta a croce greca con alta cupola impotata su una terrazza con abside semicircolare, riecheggia il progetto del Bramante per san Pietro a Roma.

L'esterno è un poderoso e compatto blocco tagliato e definito nei suoi spigoli e nelle sue facce di travertino dorato dal tempo. La fronte rivolata a Nord è fiancheggiata da due campanili isolati ma vicinissimi alla facciata. Quello di destra, incompiuto, si leva fino all'altezza dei primi capitelli; quello di sinistra, di originalissima forma rinascimentale, è negli ordini sovrapposti di stile dorico, ionico, corinzio e composito, sormontati da un tamburo ottagonale sul quale si imposta una cuspide piramidale.

L'interno ripete con vigorosa solennità le forme esterne doriche rivestite da un ordine di pilastri e di robuste colonne che, come un gigantesco zoccolo, preparano e sorreggono lo slancio possente della chiare arcate. La cupola è formata da un alto tamburo a nicchie binate sorretto da quattro colossali arcate. Il pavimento è in cotto con liste di travertino e ai lati dei tre portali vi sono acquasantiere di marmo.

L'altare maggiore, di Giannozzo e Lisandro Albertini (1584), è costituito da un grandioso dossale di marmo al centro del quale è custodito l'affresco della Madonna e san Francesco, che si collega all'episodio miracoloso già accennato. Nelle quattro nicchie sono poste le statute di san Giovanni Battista, santa Caterina da Siena, sant'Agnese e san Giorgio, terminate nel 1617 da Ottaviano Lazzerini. La bella vetrata colorata in alto, con Madonna, Angeli e Santi, è di Bano di Michelangelo da Cortona (1568), il medesimo maestro che dipinse il rosone in vetro della chiesa di sant'Agnese. Sull'altare a sinistra del presbiterio, vi è un'Annunciazione del secolo XIV.

Sulla sinistra della chiesa vi è la casa Canonica, opera tardo-rinascimentale del Sangallo, costruita 60 anni dopo la sua morte. E' un agile edificio aperto in un doppio loggiato con cinque coppie di arcatelle su pilastri e colonnette doriche in alto che, con le sue aggraziate forme, offre aspetti di sapore ancora quattrocentesco. Sul davanti, un elegante pozzo realizzato anche questo su disegno del Sangallo.

La rigorosa unità e la romana grandiosità delle proporzioni, fanno di questo complesso un autentico capolavoro del Rinascimento italiano.

Dal Messaggio di Papa Francesco per la GMG 2015
Forse alcuni di voi si domandano: che cos’è questo Anno giubilare celebrato nella Chiesa? Il testo biblico di Levitico 25 ci aiuta a capire che cosa significava un “giubileo” per il popolo d’Israele: ogni cinquant’anni gli ebrei sentivano risuonare la tromba (jobel) che li convocava (jobil) a celebrare un anno santo, come tempo di riconciliazione (jobal) per tutti. In questo periodo si doveva recuperare una buona relazione con Dio, con il prossimo e con il creato, basata sulla gratuità. Perciò, tra le altre cose, si promuoveva il condono dei debiti, un particolare aiuto per chi era caduto in miseria, il miglioramento delle relazioni tra le persone e la liberazione degli schiavi. Gesù Cristo è venuto ad annunciare e realizzare il tempo perenne della grazia del Signore, portando ai poveri il lieto annuncio, la liberazione ai prigionieri, la vista ai ciechi e la libertà agli oppressi (cfr Lc 4,18-19). In Lui, specialmente nel suo Mistero Pasquale, il senso più profondo del giubileo trova pieno compimento. Quando in nome di Cristo la Chiesa convoca un giubileo, siamo tutti invitati a vivere uno straordinario tempo di grazia. La Chiesa stessa è chiamata ad offrire in abbondanza segni della presenza e della vicinanza di Dio, a risvegliare nei cuori la capacità di guardare all’essenziale. In particolare, questo Anno Santo della Misericordia «è il tempo per la Chiesa di ritrovare il senso della missione che il Signore le ha affidato il giorno di Pasqua: essere strumento della misericordia del Padre» (Omelia nei Primi Vespri della Domenica della Divina Misericordia, 11 aprile 2015).

Dall'omelia del Papa per l'apertura del Sinodo sulla famiglia
la Chiesa è chiamata a vivere la sua missione nella carità che non punta il dito per giudicare gli altri, ma –  fedele alla sua natura di  madre – si sente in dovere di cercare e curare le coppie ferite con l’olio dell’accoglienza e della misericordia; di essere “ospedale da campo”, con le porte aperte ad accogliere chiunque bussa chiedendo aiuto e sostegno; di più, di uscire dal proprio recinto verso gli altri con amore vero, per camminare con l’umanità ferita, per includerla e condurla alla sorgente di salvezza.
Una Chiesa che insegna e difende i valori fondamentali, senza dimenticare che «il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato» (Mc 2,27); e che Gesù ha detto anche: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mc 2,17). Una Chiesa che educa all’amore autentico, capace di togliere dalla solitudine, senza dimenticare la sua missione di buon samaritano dell’umanità ferita.
Ricordo san Giovanni Paolo II quando diceva: «L’errore e il male devono essere sempre condannati e combattuti; ma l’uomo che cade o che sbaglia deve essere compreso e amato […] Noi dobbiamo amare il nostro tempo e aiutare l’uomo del nostro tempo» (Discorso all’Azione Cattolica Italiana, 30 dicembre 1978: Insegnamenti I [1978], 450). E la Chiesa deve cercarlo, accoglierlo e accompagnarlo, perché una Chiesa con le porte chiuse tradisce sé stessa e la sua missione, e invece di essere un ponte diventa una barriera: «Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli» (Eb 2,11).

Chiesa e Comunicazione
È in rete all’indirizzo www.chiesaecomunicazione.com una “biblioteca digitale online” dedicata ai documenti sulla comunicazione proposti dal Magistero Pontificio. Un sito che ora mette a disposizione brani scelti da oltre 1.100 documenti in traduzione multilingue, dal primo al ventunesimo secolo; un “navigatore” che guida ad esplorarne le fonti disponibili in rete; una piattaforma per la lettura e per lo studio personale; un ambiente aperto alla collaborazione. L’accesso al sito è gratuito e i destinatari sono le persone interessate al tema, ma soprattutto quanti lavorano in centri di studio e di formazione della Chiesa e non dispongono di una grande biblioteca. Il progetto che è stato presentato mercoledì 30 settembre in sala stampa vaticana, è promosso dal Pontificio Consiglio della comunicazioni sociali, ed è stato curato da Franco Lever e Paolo Sparaci, docenti della Facoltà di scienze della comunicazione sociale dell’Università Pontificia Salesiana. Questo progetto fa riferimento alla persona e all’opera di padre Enrico Baragli, gesuita, un pioniere nella Chiesa italiana dello studio degli “strumenti della comunicazione sociale”.
Nel presentare l’iniziativa, monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, ha sottolineato come i materiali presenti nell’archivio digitale “sono estremamente significativi poiché mostrano come la Chiesa, lungo tutta la sua storia, ha cercato di confrontarsi con i cambiamenti dei mezzi e delle forme di comunicazione che hanno plasmato la cultura e la società umana. Questa raccolta ci permette di apprezzare come i modi e i mezzi della Chiesa per esprimere il suo messaggio si sono trasformati nel corso degli anni, tenendo conto dei cambiamenti e degli sviluppi nelle forme e nelle tecnologie della comunicazione di massa”. Da una cultura prevalentemente orale ad una in cui la parola scritta ha prevalso, fino ai media digitali e alle reti sociali. “Quello che emerge - ha aggiunto Celli - è uno sforzo costante da parte della Chiesa per garantire che la buona notizia del Vangelo sia fatta conoscere ai suoi contemporanei, in modi culturalmente appropriati e che realizzano pienamente le potenzialità dei nuovi modelli di comunicazione e delle tecnologie in via di sviluppo”. “Chiesa e Comunicazione” - assicurano i suoi curatori -rimarrà comunque un progetto work in progress con la prospettiva di far crescere l’archivio, ampliandolo con i contributi delle Conferenze episcopali e dei documenti della Chiesa ortodossa e delle Chiese evangeliche.

Omelia nella XXVII Domenica del Tempo Ordinario
In questo stesso momento – in Vaticano, sotto la presidenza del Vescovo di Roma Papa Francesco – si apre il tanto atteso Sinodo dei Vescovi. Un appuntamento al quale prenderanno parte, per tre settimane di intenso lavoro, circa 300 padri sinodali tra Vescovi, esperti e semplici uditori. Siamo in comunione con la Chiesa di Roma – con quella assise sinodale – soprattutto oggi, nel giorno in cui la liturgia festiva è tutta incentrata sulla famiglia e sul matrimonio. Cosa è la famiglia? Scrive il documento preparato per questa occasione che essa è «il pilastro fondamentale e irrinunciabile del vivere sociale». Il pilastro, cioè la base della società! Senza di essa la società – il vivere sociale – va in frantumi e si disgrega. Oggi la nostra preghiera si innalza al cielo per tutte le famiglie del mondo e – in maniera particolare – per le nostre famiglie di Montepulciano, sempre più duramente provate dal virus inarrestabile della separazione e della discordia. Ma se la società – ci dice il documento della Santa Sede – si fonda sulla famiglia, la famiglia su cosa si fonda? Le letture stamani ci danno due risposte: sul sacrificio e sulla semplicità.


Disponibile il sussidio preparato dagli uffici della CEI sui tempi forti di Quaresima e Pasqua che stiamo vivendo come comunità cristiana che celebra il Cristo incarnato in unione con la Chiesa in Italia


Cliccando sull'immagine scarica gli orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020 della Chiesa italiana che fanno da guida al cammino delle Diocesi


Cliccando sull'immagine scarica pure il saluto del nostro Parroco per tutti i visitatori che si "affacciano" virtualmente sulla nostra Parrocchia di Montepulciano


Cliccando qui potete scaricare l'elenco dei membri di diritto e quelli scelti dal Parroco, nonchè lo Statuto del Consiglio pastorale parrocchiale (2015-2019) approvato dal Vescovo