Parrocchie di Montepulciano

La Chiesa di San Biagio

Ad un purissimo Rinascimento appartiene l'altra opera grandiosa di Montepulciano, quella che da sola costituirebbe il vanto di una grande città: il tempio della Madonna di san Biagio. E' il capolavoro di Antonio da Sangallo il Vecchio, un complesso in travertino che ad ogni ora del giorno ha le sue sfumature.

Lo si raggiunge in pochi minuti percorrendo la via per Chianciano Terme e volgendo poi a destra, all'altezza del bivio per Pienza. Un dritto, verde viale di cipressi sbocca dinanzi a questo miracolo artistico, sorgente nella solitudine di un prato. Di fianco al tempio, dal quale lo separa una striscia verde, è l'elegante canonica dal portico dorico e dalla loggia ionica: uno snello edificio il cui travertino ha pure preso il colore dell'oro.

La Storia

Gli esterni

La costruzione, iniziata nel 1518 da Antonio da Sangallo il Vecchio sui resti dell'antica Pieve di san Biagio, ebbe luogo in seguito a cospicue raccolte grazie ad episodi miracolosi avvenuti intorno ad una Madonna affrescata su una parete della Pieve stessa. L'edificio, nella sua pianta a croce greca con alta cupola impotata su una terrazza con abside semicircolare, riecheggia il progetto del Bramante per san Pietro a Roma.

L'esterno è un poderoso e compatto blocco tagliato e definito nei suoi spigoli e nelle sue facce di travertino dorato dal tempo. La fronte rivolata a Nord è fiancheggiata da due campanili isolati ma vicinissimi alla facciata. Quello di destra, incompiuto, si leva fino all'altezza dei primi capitelli; quello di sinistra, di originalissima forma rinascimentale, è negli ordini sovrapposti di stile dorico, ionico, corinzio e composito, sormontati da un tamburo ottagonale sul quale si imposta una cuspide piramidale.

  • San Biagio all'alba

  • San Biagio vista da Piazza Grande

  • Vista dall'alto

  • Il viale

    L'interno ripete con vigorosa solennità le forme esterne doriche rivestite da un ordine di pilastri e di robuste colonne che, come un gigantesco zoccolo, preparano e sorreggono lo slancio possente della chiare arcate. La cupola è formata da un alto tamburo a nicchie binate sorretto da quattro colossali arcate. Il pavimento è in cotto con liste di travertino e ai lati dei tre portali vi sono acquasantiere di marmo.

    L'altare maggiore, di Giannozzo e Lisandro Albertini (1584), è costituito da un grandioso dossale di marmo al centro del quale è custodito l'affresco della Madonna e san Francesco, che si collega all'episodio miracoloso già accennato. Nelle quattro nicchie sono poste le statute di san Giovanni Battista, santa Caterina da Siena, sant'Agnese e san Giorgio, terminate nel 1617 da Ottaviano Lazzerini. La bella vetrata colorata in alto, con Madonna, Angeli e Santi, è di Bano di Michelangelo da Cortona (1568), il medesimo maestro che dipinse il rosone in vetro della chiesa di sant'Agnese. Sull'altare a sinistra del presbiterio, vi è un'Annunciazione del secolo XIV.

    L'interno della Chiesa

    La Canonica

    Sulla sinistra della chiesa vi è la casa Canonica, opera tardo-rinascimentale del Sangallo, costruita 60 anni dopo la sua morte. E' un agile edificio aperto in un doppio loggiato con cinque coppie di arcatelle su pilastri e colonnette doriche in alto che, con le sue aggraziate forme, offre aspetti di sapore ancora quattrocentesco. Sul davanti, un elegante pozzo realizzato anche questo su disegno del Sangallo.

    La rigorosa unità e la romana grandiosità delle proporzioni, fanno di questo complesso un autentico capolavoro del Rinascimento italiano.

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    Indirizzo

    • Via di San Biagio, 14
      53045 Montepulciano (SI)

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